Casinò di Venezia sbancato dai Croupiers
Questa il Casinò di Venezia viene sbancato dai suo dipendenti.
Se parliamo di denaro da maneggiare, non possiamo non pensare ai Croupier dei casinò, se poi li abbiniamo a un difensore in tribunale, possiamo dire che i giochi sono fatti. Una strategia di gioco fortemente vincente, con un jackpot di 6 milioni di euro, che se li sommiamo agli interessi maturati diventa un montepremi incredibile, specialmente quando a giocare sono 130 croupier del casinò di Venezia, si può pensare al famoso drappo nero che deve essere esposto quando viene sbancato il Casinò.
La discussione che è arrivata in tribunale è incentrata, su dei benefit, che fanno parte del contratto aziendale, e sui calcoli effettuati, la discordia riguarda l’assicurazione del mantenimento delle mance di competenza e delle sue percentuali, clausola che è stata inserita nel contratto di lavoro, dopo l’avvio del Casinò a Cà’ Noghera sulla terra ferma.
La contestazione dei dipendenti del Casinò si basa, sull’accordo che, il cliente, tutte le volte, che riusciva ad ottenere una partita vincente e metteva sul tavolo verde un certo valore di gettoni come mancia, una percentuale di questa somma dovesse andare nelle tasche dei croupier, la contesa è proprio questa, i croupier lamentano una non attuazione dell’accordo dal 1999 al 2008. Il giudice ha dato ragione ai dipendenti del Casinò. questo è sicuramente un grosso “gioco d’azzardo” da parte del tribunale e del giudice preposto, difatti per essere precisi, il Tribunale di Venezia con la sezione del lavoro, ha deciso per un riconoscimento, di 10 milioni di euro ai 130 croupier, che saranno divisi in base all’anzianità di servizio, con somme che vanno dai 20.000 euro ai 75.000 euro.
Questa prima sentenza preoccupa non poco, il primo responsabile del Casinò il presidente, l’avvocato Mauro Pizzigati, “Questa sentenza da parte del tribunale, sarà la causa di un grave crisi della casa da gioco” dichiarazione rilasciata al Gazzettino. Il presidente Pizzigati, è stato nominato nel 2005 dal sindaco Cacciari, per arginare il forte deficit della sala da gioco, proprio per questo aumentano le preoccupazione dei veneziani, per non dover pagare una parte della cifra, per semplice motivo che una parte della soma dovrà essere a disposizione dal comune di Venezia.
In questi 3 anni di gestione da parte dell’avvocato Pizzigato (docente di diritto fallimentare all’università di Cà’ Foscare nonch’è presidente dell’Ordine degli avvocati), ha rimesso i conti del Casinò in attivo, addirittura con un attivo dello 0,10%, sommando i fatturati dei due casinò lagunari, che si attestano nel 2007 215 milioni circa di euro, che in base agli accordi una parte di questi proventi sono andati nelle casse comunali.
Vediamo quanto sono i proventi delle mance verso i croupiers: le mance devono essere divise tra impiegati ed azienda, il 46% se arrivano dallo chemin de fer, il 54% da Blackjack e Roulette, questo dopo un proliferare delle Slots Machine, Video Poker e dei tavoli del Texas Holdem.
Adesso il Casinò dovrà giocarsi veramente bene le sue carte, in fase di appello, certo la partita è appena cominciata, ma i giocatori sono veramente forti e preparati.
Il Casinò di Venezia.


